da Avanti!
del 26 luglio 2005, di Rino Formica
Le proposte dei radicali
non vanno sottovalutate
Dopo la riunione di
sabato scorso del direttivo, non si comprende bene a cosa stia andando
incontro lo Sdi. Quello chiesto da Enrico Boselli nella sua relazione
sembrerebbe essere un accordo tecnico tra affini per superare la
soglia elettorale di sbarramento del 4 per cento. Invece, a me pare
che la proposta radicale, ovvero il tentativo di dare vita ad un nuovo
soggetto politico che superi la storia e la tradizione liberale e
socialista, rivivendola in una nuova condizione tutta da individuare e
da scoprire, sia stata sottovalutata dallo Sdi. Si tratta dunque di
una ricerca, non di una soluzione che avrebbe bisogno di tempi
medio-lunghi. Ho infatti l’impressione che nello Sdi vi sia
sottovalutazione di questa proposta di progettualità politica che
viene dai radicali; e che Boselli e compagni hanno solo fretta di
accantonare il progetto dell’unità socialista. Altrimenti non si
spiegherebbe come un partito, che per tre anni ha coltivato nei
congressi e nelle decisioni ufficiali l’idea strategica di unire le
tradizioni storiche e politiche comunista, socialista e cattolica,
improvvisamente scopre che in Italia è possibile invece raggruppare le
culture radicali, liberali e socialiste. Se così fosse, si tratterebbe
di un salto mortale triplo in una notte di mezza estate che, se non
copre una realtà ben diversa (aggirare l’ostacolo del 4 per cento) è
almeno sintomo di improvvisazione politica e culturale. La proposta di
Pannella non può essere ridotta ad una operazione di sopravvivenza
parlamentare. È una cosa seria e va seriamente affrontata e discussa