In attesa del vertice
dell’11 Luglio che dovrebbe sancire una intesa sulle regole, le
primarie continuano a far discutere il centrosinistra. Dopo
l’interevento del portavoce di Romano Prodi che ha stoppato i vari
dubbi che circolano nell’unione e confermato la data fissata per la
consultazione ( 8 e 9 ottobre ), anche per Giulio Santagata ,
responsabile della Fabbrica del programma creata dal Professore ,
parla di primarie in una intervista ad Affaritaliani.it. E non esclude
che possano presentare qualche rischio per prodi : >> Chi non risica
non rosica. Tutti i cambiamenti sono contemporaneamente un rischio e
un’opportunità. Prodi è in una condizione in cui poteva, teoricamente,
evitare il rischio ma le primarie sono una grande occasione di
maturazione della democrazia italiana. Non si può eternamente pensare
di stare in un sistema bipolare maggioritario senza evolvere nei
modelli di decisione sulle candidature e sui sistemi di investitura
della leadership>>. Per questo, secondo Santagata, le primarie
dovrebbero essere << istituite e regolate per legge >>. Detto questo,
adesso sono su base << volontaristica>> e presentano, appunto, qualche
rischio. Cosa che Oliviero Di liberto, ( che ha accettato le primarie
obtorto collo) continua a ripetere : >>E’ una roba che rischia di
indebolire Prodi e indebolire il centrosinistra alla vigilia dello
scontro con Berlusconi nel 2006 : mi pare la classica sindrome di
Tafazzi>>. Da parte sua , Fausto Bertinotti, ribadisce che
candidandosi alle primarie intende << parlare la lingua della
sinistra>> e conta su una base di appoggio più larga del Prc : << Se
Prodi sarà eletto guiderà la coalizione, se sarà eletto Bertinotti lo
sarà lui>>. Il segretario di Rifondazione vuole << dimostrare che
l’Unione può essere guidata da una persona di sinistra>>. E invita Di
liberto a votarlo. Respingendo, fra l’altro, fermamente la proposta di
una lista della sinistra radicale nel proporzionale ( comprensiva di
Pdci e Verdi ) : << Io mi candido, se Di liberto mi vota lo fa perchè
condivide i miei obiettivi e non perchè pensa che così si possa fare
una lista delle sinistre alternative insieme>>. Se Bertinotti guarda
all’area radicale , Clemente Mastella coltiva quella di centro :<<
Confermo di essere candidato e, dico di più, chiederò parità di
condizioni a cominciare da Prodi. Al quale pongo subito due condizioni
: parcondicio nella comunicazione televisiva e presenza di uno
scrutatore per ogni partito in ciascun seggio>>. Aggiunge il
segretario del Campanile : << Noi siamo leali. Se Bertinotti vincesse
le primarie ne prenderò atto, farò il cardinale del nuovo papa>>.
Anche nell’area socialista le varie anime della diaspora si stanno
riorganizzando. Dall’incontro fra Gianni De Michelis , Nuovo Psi, e
Enrico Boselli, Sdi, è arrivato ieri << un segnale verde a metà>>.
Insomma , il discorso è iniziato. De Michelis e Bobo Craxi hanno
incontrato anche il segretario diessino Piero Fassino. Tema di fondo,
l’unità socialista e la possibilità di una lista che riunisca sotto il
simbolo del Pse i due partiti socialisti. Anche i Ds, spiegano a via
Nazionale , ritengono che questa prospettiva sia utile all’Unione e
cercano di favorirla. In questo quadro c’è chi pensa ( Daniele Delbene,
presidente della Costituente Pse ) che sarebbe opportuna una
candidatura di area socialista alle primarie. E nel dibattito di
inserisce la voce di Antonio Di Pietro ( << A questo punto alle
primarie non intendo rinunciare >>) che chiede ai leader del
centrosinistra una chiara scelta di campo : a favore o contro la
decisione del sindaco di Milano di dedicare una targa commemorativa a
Bettino Craxi << proprio sotto l’ufficio che fù da lui utilizzato per
ricevere le tangenti della metropolitana milanese>>?.Anche questo tema
, secondo Di Pietro, dovrebbe essere oggetto di confronto nelle
primarie