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Il Movimento Socialismo e libertà si rivolge a
Sdi e Ds per un confronto sul futuro del centrosinistra / Quotidiano
della Calabria
Quel progetto su cui riflettere Il Movimento Socialismo e libertà si
rivolge a Sdi e Ds per un confronto sul futuro del centrosinistra
CATANZARO. “La scomparsa dall’orizzonte politico del partito
riformista impone allo Sdi e ai Ds di riflettere sul loro progetto
politico originario”. A sostenerlo é un documento del movimento
“Socialismo è libertà” che si é riunito a Lamezia. Il movimento, fa
capo a livello nazionale a Rino Formica, e ne fanno parte, tra gli
altri, Mario Casalinuovo; il segretario regionale della Uil, Roberto
Castagna; Salvatore Frasca; Pino Napoli; Rosario Olivo; Sisinio
Zito. “Il quadro politico nazionale - è scritto nel documento - è
radicalmente cambiato dopo le elezioni regionali e la decisione
della Margherita di presentarsi nel proporzionale con una lista
autonoma alle elezioni politiche del 2006. La prospettiva del
partito riformista, che costituiva l’asse portante della strategia
sia dello Sdi che dei Ds, è oggi svanita. Appare sempre più chiara
la distinzione tra alleanza di governo e ruolo dei partiti. La
prima, guidata da un leader unanimemente riconosciuto e appoggiata
ad un programma condiviso, si candida a battere il centrodestra e a
governare il Paese. I partiti si devono preoccupare di creare le
basi politiche e culturali necessarie per trasformare l’anomalo
bipolarismo italiano in un bipolarismo espressione di grandi
orientamenti politico-culturali diversi, come avviene negli altri
paesi europei”. “Lo Sdi, dopo aver aderito all’Ulivo e a tutte le
sue subordinate (Ulivetto, lista Prodi) - prosegue il documento -
propone adesso l’Unità socialista. Il problema è se questa proposta
è il risultato di un ripensamento approfondito del proprio progetto
politico oppure solamente una scelta di necessità, dettata
dall’obiettivo di superare il 4% alle prossime elezioni politiche.
Le recenti dichiarazioni di Boselli secondo cui “l’unità socialista
rimane comunque legata alla futura nascita del partito riformista”
sollevano più di un dubbio sulle reali intenzioni della dirigenza
dello Sdi. Se si ripresentassero nel futuro le condizioni, lo Sdi è
pronto dunque a riprendere il vecchio progetto? L’esperienza di
Unità Socialista in Calabria non fa che rafforzare queste
perplessità. Socialismo è libertà è stato il movimento politico
culturale che per primo, quando Sdi e Pse ne erano ancora lontani,
si è battuto per realizzare in Calabria l’unità socialista. È stata
anche la formazione che si è impegnata con più determinazione, più
lealtà e più disinteresse su questo obiettivo. Il suo contributo
prima e durante la campagna elettorale per le regionali è stato di
assoluto rilievo, sia in termini di idee che di iniziative e anche
di voti, compensando con questi ultimi le gravi perdite di Sdi e Pse
in provincia di Cosenza”. “Il bilancio di quella esperienza - è
scritto nel documento - è però purtroppo tale da far pensare che ciò
che per noi era una grande avventura politica era per altri poco più
che un espediente elettorale. Poco o nulla è rimasto dello
straordinario entusiasmo che si era riuscito a sollevare tra tutti i
socialisti calabresi. Da aspiranti protagonisti della vita politica
calabrese si è diventati, per gli errori commessi e la
subordinazione ai partiti maggiori, una forza di rango marginale,
ininfluente rispetto alle grandi scelte di politica regionale. Senza
un’analisi attenta delle vicende di Unità Socialista in Calabria e
senza una approfondita riflessione sulle novità emerse a livello
nazionale, ogni richiamo all’ennesima costituente e all’unità dei
socialisti rischia di suonare vuoto. Ogni discussione sulle
prospettive dei socialisti non può non fare riferimento anche
all’evoluzione in corso nei Ds. Dopo la scelta della Margherita il
dibattito culturale in corso da tempo tra i Ds sulla necessità di
definire meglio l’identità del partito e di collocarlo pienamente
nel solco del socialismo europeo, acquista un significativo rilievo
politico. Il rinvio ad un futuro indeterminato del partito
riformista e del partito democratico rafforza, insieme a molte altre
ragioni, la necessità di una precisa scelta socialista da parte dei
Ds. Da questo punto di vista occorre aprire la prospettiva di un
confronto franco fra i Ds e tutte le componenti del socialismo
italiano interessate alla costruzione di un grande part
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